La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma accoglie nelle proprie collezioni permanenti l’opera “Dissociazione” del Maestro Giorgio Celiberti, donata dall’artista stesso. La cerimonia ufficiale si è svolta nella Sala delle Colonne, alla presenza del Maestro, che ha partecipato personalmente alla consegna, insieme alle principali autorità istituzionali e culturali.
All’evento erano presenti il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, la direttrice della GNAMC Renata Cristina Mazzantini e il vicepresidente e assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia Mario Anzil.
L’ingresso dell’opera nella collezione del principale museo nazionale dedicato all’arte moderna e contemporanea rappresenta un riconoscimento di altissimo valore per il percorso artistico di Celiberti e per l’intero patrimonio culturale italiano.
La cerimonia ha segnato anche l’apertura della mostra temporanea “Dalla Biennale del ’48 ad oggi”, visitabile fino al 3 maggio 2026, che propone una selezione significativa del lavoro dell’artista friulano. In esposizione, accanto a “Dissociazione”, anche le opere “900”, “Diario di bordo” e “Speranze bruciate”, testimonianza della continuità e della profondità di una ricerca che attraversa oltre settant’anni di storia.
“Dissociazione”, affresco di grandi dimensioni (180×150 cm) realizzato tra il 1991 e il 1994, rappresenta uno dei momenti più intensi della produzione di Celiberti. In quest’opera la tecnica antica dell’affresco si fonde con un linguaggio contemporaneo essenziale e materico. Le superfici chiare, attraversate da segni, simboli e tracce grafiche, restituiscono quella tensione tra memoria e presente che costituisce il nucleo della poetica dell’artista. Elementi come lettere, cuori, cancellature e aperture simboliche costruiscono un linguaggio visivo che si muove tra ferita e rinascita, tra dolore e speranza.
Nel corso della cerimonia, il vicepresidente e assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia Mario Anzil ha sottolineato come l’acquisizione dell’opera rappresenti “un momento di grande orgoglio per il Friuli Venezia Giulia e per l’intero Paese”, evidenziando il valore di una terra capace di trasformare il confine in spazio di incontro e dialogo. È stato inoltre ribadito il ruolo di Celiberti quale interprete autorevole dell’identità culturale italiana, capace di coniugare memoria storica e visione contemporanea.
Nato a Udine nel 1929, Giorgio Celiberti è tra i protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. Espone alla Biennale di Venezia già nel 1948, a soli diciannove anni, dopo la formazione al liceo artistico e l’esperienza nello studio di Emilio Vedova. I soggiorni a Parigi, Bruxelles e Londra lo mettono in contatto con le avanguardie europee, mentre l’incontro con la memoria del lager di Terezín, negli anni Sessanta, segna profondamente la sua ricerca, orientandola verso una riflessione sempre più intensa sulla condizione umana.
La sua opera, che spazia tra pittura, scultura, incisione e interventi ambientali, è oggi presente in importanti collezioni internazionali, tra cui il Museo Würth, il MART e la stessa GNAMC. Nel 2025 una sua stele è stata acquisita dal Parlamento Europeo per la collezione permanente di Bruxelles. Nel 2026 l’artista sarà protagonista della sua sesta partecipazione alla Biennale di Venezia.
Con l’ingresso di “Dissociazione” nella collezione permanente, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea rafforza il dialogo tra la propria raccolta e una ricerca artistica che, attraverso materia, segno e memoria, continua a interrogare il presente e a parlare alle nuove generazioni.
Un riconoscimento che conferma il valore universale dell’opera di Giorgio Celiberti e il ruolo centrale dell’arte come strumento di consapevolezza, dialogo e costruzione del futuro.